La mobilità è il futuro: le aziende devono crescere con lei.

11/01/2017Tempo di Lettura 4 Min

Non suonano più così profetiche frasi come: “Sarà l’anno del mobile”. Anche chi è consapevole della rivoluzione in atto spesso rimane sbalordito dalla sua portata. Le implicazioni di questo terremoto hanno già colpito gli utenti privati, ma ora il vero potenziale (e la necessità) di una mobilità ben integrata sta cominciando a diventare impossibile da ignorare anche per le aziende di qualunque dimensione.

Juniper Research di recente ha pubblicato la sua previsione sulla mobilità per il periodo 2017-2021, che promette un aumento complessivo dello streaming di dati mobili, che toccherà così 774.000 petabyte (o 81 miliardi di ore di video in streaming 4.000), secondo IT World Canada. Di questi, oltre 318.000 petabyte verranno trasmessi su reti dati cellulari anziché mediante connessioni Wi-Fi.

Aumento dell’utilizzo dei dati

In questo momento, secondo Juniper, l’utilizzo medio dei dati cellulari è di circa 2 GB al mese. Entro il 2021, sarà passato a oltre 5 GB al mese. Inoltre, nei tablet l’uso sarà più che raddoppiato, passando da 1,5 GB al mese a circa 3,3 GB al mese. L’uso dei dati mobili sta crescendo a velocità inaudita e, secondo le stime degli analisti Cisco e quelle riportate da IT World Canada, la crescita potrebbe essere ancora più rapida di quanto previsto da Juniper.

Queste cifre sono riconducibili innanzi tutto al fatto che il consumo di dati mobili è passato da semplice attività svolta nel tempo libero a parte regolare della giornata in ufficio. I dipendenti moderni hanno bisogno di Internet quasi sempre, sia per poter effettuare una videoconferenza in mezzo al traffico sia per tenersi al corrente degli eventi più importanti della giornata. Il luogo di lavoro senza telefono non è più un’opzione praticabile. Nell’ufficio moderno, l’hardware di rete deve essere sufficientemente valido da permettere di gestire tutto in modo rapido e sicuro.

I dipendenti connessi possono essere molto più produttivi, secondo un sondaggio di TINYpulse, sostenendo di godere di maggior libertà (e operatività) all’interno dell’organizzazione, grazie al lavoro da remoto. I costi dei viaggi possono essere mantenuti al minimo e i migliori manager possono entrare a far parte del team indipendentemente dal fatto che siano in grado di trasferirsi o meno.

La diffusione del mobile ha impatti positivi anche sull’operatività quotidiana. La condivisione di uno spazio di archiviazione protetto può eliminare totalmente i tempi di trasferimento di file di grandi dimensioni, e i client sicuri delle chat interne possono permettere a gruppi ad-hoc di dipendenti di condividere informazioni e dati in modo più efficace e efficiente.

Un partner indispensabile per l’azienda

L’affermarsi del mobile computing non è una cosa che i gestori della sicurezza informatica possono permettersi di ignorare. Un potenziale svantaggio dell’aumento della mobilità in ufficio è infatti rappresentato dall’esposizione ai rischi che i dispositivi mobili possono creare nella rete.

Ciascun dipendente può diventare il bersaglio perfetto di un cyber crime: da un attacco di pirateria zero-day di vasta portata a un piano mirato di spear-phishing. Ogni volta che entra nel campo di una rete Wi-Fi, una persona (sia esso un cliente o un dipendente) diventa un potenziale portatore di una malattia digitale. Non è solo il fatto che i dipendenti potrebbero essere consapevoli (o più probabilmente inconsapevoli) che i computer mobili li spiano: anche le loro comunicazioni possono essere intercettate sempre più facilmente. È piuttosto difficile ottenere l’accesso alle conversazioni interne della società quando hanno luogo in stanze fisicamente chiuse. Ma quando esse hanno luogo tra diversi continenti, con ogni frase della conversazione che percorre anche migliaia di chilometri dal mittente al destinatario, le possibilità di intercettazione aumentano in modo esponenziale.

La mobilità in ufficio: best practice

È più importante che mai adottare validi protocolli di sicurezza. Tutti i dati sensibili devono essere crittografati e i dipendenti devono ricevere formazione sulle migliori procedure, così da evitare di vanificare tali misure di protezione. Un buon firewall non deve essere soltanto forte: deve anche essere attivamente gestito dal personale di sicurezza informatica, e gli accessi da remoto devono essere monitorati altrettanto attivamente.

La sicurezza informatica deve concentrarsi sulla protezione dell’hardware tanto quanto su quella del software. È fondamentale tenere lontani dall’hardware sensibile dispositivi fisici come le unità USB, e le impostazioni dei router e degli altri punti di accesso mobili devono essere costantemente monitorate.

Una delle principali sfide della sicurezza è sventare la possibilità di intercettazione dei dati, cosa che solitamente significa tenere tutti il più possibile sulla propria rete Wi-Fi e fuori da quella cellulare. Insomma, non si può controllare quali punti di accesso Wi-Fi utilizzano i dipendenti quando sono in giro per il mondo, ma l’ufficio può rimanere protetto con l’aiuto di una buona rete e di buone pratiche.

Tutti questi potenziali vantaggi e le migliori procedure possono venire meno se i dipendenti non collaborano. Come può migliorare il rendimento e la soddisfazione dei dipendenti, così l’aumento della mobilità in ufficio può anche distrarli da compiti importanti. Occorre riuscire a conciliare uso personale, produttività e sicurezza delle reti. È un equilibrio delicato e difficile da mantenere, ma con l’avanzata del mobile computing verso il predominio del nostro tempo e della nostra “mind share”, nessuna società può permettersi di ignorarlo.

 

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