Le nuove tendenze della sostenibilità stanno trasformando il business

08/09/2018Tempo di Lettura 8 Min

Le nuove tendenze della sostenibilità e della tecnologia sempre più positive per le aziende. E per la Terra.

È sbagliato pensare alla sostenibilità solo come a un nuovo termine alla moda quando si parla di business. Infatti, dietro questo concetto c’è molto di più. Ciò che definiamo sostenibilità offre alle imprese, ma anche a tutti noi, la possibilità di ricalibrare le nostre aspettative, consentendoci di crescere e addirittura prosperare nel presente senza rovinare la vita alle generazioni future.

Questa non è semplicemente una buona idea. Senza esagerare la possiamo definire un vero e proprio dovere. La popolazione mondiale è in crescita costante, e invece noi continuiamo a utilizzare risorse naturali vitali e insostituibili. E non ci preoccupiamo di produrre emissioni di gas serra, che giocano un ruolo chiave nel cambiamento climatico. È obbligatorio progettare una visione a lungo termine.

Adottare modalità di lavoro più sostenibili può essere una mossa valida anche in ufficio, dal momento che un regime a bassa emissione di carbonio ed efficiente a livello energetico è spesso anche vantaggioso da un punto di vista economico. L’adozione di pratiche sostenibili può anche permettere alle aziende di diventare più attraenti per i propri clienti, preoccupati dagli effetti dei cambiamenti climatici proprio mentre i governi, impegnati nel conseguire specifici obiettivi in materia di cambiamenti climatici, intervengono in maniera molto decisa in determinati settori mettendo sotto pressione le aziende. Per questo la sostenibilità dovrebbe essere un argomento sull’agenda di tutti: i sette punti principali elencati qui di seguito avranno un forte impatto sul mondo del business fino al 2020 e oltre.

1. L’incentivo a usare modelli di business più sostenibili
I modelli di business consolidati sulla vendita di prodotti e materiali di consumo potrebbero rivelarsi non più così efficaci in un futuro prossimo. Al posto di un modello economico lineare “risorse-produzione-consumo-scarto” (take-make-waste), i grandi produttori si stanno avvicinando a un modello di economia circolare, dove l’idea stessa del ciclo di vita dei prodotti diventa più ampia, dalla catena di approvvigionamento al fine vita. Per poi avvicinare i due poli in modo che riciclo, recupero materiali ed energie rinnovabili comincino a giocare un ruolo più importante nella produzione e nell’approvvigionamento. Ad esempio, più del 5% della plastica contenuta in una stampante HP PageWide proviene da materiale riciclato post-consumo. Oltre l’80% della cartucce d’inchiostro HP contiene tra il 45% e il 75% di materiali riciclati.

Anche il passaggio a un modello di business “as-a-service” promuove la sostenibilità, per produttori, rivenditori e consumatori. I vantaggi per i primi due soggetti sono chiari in termini di crescita nel lungo termine ed entrate ricorrenti, mentre per gli ultimi sono soprattutto legati a investimenti iniziali e scalabilità. E dal momento che il settore dei servizi abbraccia una visione del ciclo di vita a lungo termine, è più semplice per tutti e tre i soggetti affrontare questioni quali spreco e riciclo. Ad esempio, il 47% di tutta la tecnologia di stampa per ufficio HP utilizzata nei contratti per i servizi di stampa gestiti viene ripristinata e introdotta sul mercato una seconda volta.

2. La plastica sotto esame
La messa in onda del documentario della BBC Blue Planet II durante l’autunno del 2017 ha toccato un nervo scoperto, evidenziando la quantità di rifiuti plastici presenti negli oceani e il danno arrecato all’ecosistema.

L’Unione europea ha proposto una strategia con l’obiettivo di riciclare il 55% della plastica entro il 2030, mentre al momento viene riciclato solo il 30% dei 25 milioni di tonnellate di plastica prodotti nel Vecchio Continente. Aziende di tutte le dimensioni e di tutti i settori devono pensare alle modalità di utilizzo e smaltimento della plastica, anche se ciò significasse semplicemente ridurne l’utilizzo nelle confezioni o assicurarsi che tutta la plastica utilizzata, ove possibile, sia riciclata in maniera responsabile.

È possibile coinvolgere le aziende in questo processo. Nel 2016 HP ha prodotto oltre 3,4 miliardi di cartucce di inchiostro e toner usando più di 88.900 tonnellate di materiali riciclati, tra cui 3,7 miliardi di bottiglie di plastica. E introducendo i raccoglitori di bottiglie di Haiti nella catena di approvvigionamento, ha creato al tempo stesso nuove opportunità a livello economico, migliorando la qualità della vita della popolazione autoctona.

3. L’acqua di nuovo al centro dell’attenzione
La discussione sulla sostenibilità verte principalmente su consumi energetici ed emissioni di gas, anche se comincia a crescere l’attenzione sulle modalità di utilizzo dell’acqua da parte delle aziende. I processi di produzione consumano elevate quantità di acqua, in particolare nel settore dei componenti elettronici, alimentare e bevande, nell’estrazione mineraria e nel settore della carta e della pasta per carta. L’acqua è utilizzata nei sistemi di raffreddamento, elaborazione, sterilizzazione, irrigazione e pulizia, senza pensare ai macchinari che usano vapore o caldaie. Una analisi fatta da McKinsey ha dimostrato che, entro il 2030, la domanda di acqua potrebbe superare l’offerta del 40%, e mentre questa non sembra essere una preoccupazione per la maggior parte dell’Europa, oltre la metà della popolazione mondiale vive in zone a carenza idrica. Se aziende con una produzione o una catena di approvvigionamento globale non si sono ancora poste questo problema, è arrivato decisamente il momento di farlo.

4. La stampa 3D: una nuova rivoluzione industriale
Fin troppo spesso la tecnologia è considerata come una nemica della sostenibilità, quando in realtà potrebbe essere parte della soluzione. La stampa 3D o produzione additiva, con cui si stampano oggetti 3D su larga scala strato dopo strato, ha il potere di trasformare il processo di produzione e la catena di approvvigionamento, consentendo ai responsabili del settore di produrre in piccole quantità, o persino secondo la domanda, in impianti di produzione più piccoli ed energicamente più efficienti e soprattutto più vicini a dove vive il consumatore. L’efficacia di questo processo è chiara, in quanto consentirebbe alle aziende di ridurre i costi di trasporto, gli scarti e gli spazi per il deposito merce, mantenendo inventari virtuali e producendo dove e quando c’è bisogno. I vantaggi sono palesi anche in termini di riduzione dei materiali di scarto ed emissioni dovute alla distribuzione della merce. Secondo uno studio condotto dall’Energy Policy Journal, la combinazione di stampa 3D e catene di approvvigionamento a livello locale potrebbe portare a una riduzione delle emissioni di carbonio pari a 535,5 milioni di tonnellate entro il 2025. HP, con la tecnologia Multi Jet Fusion di cui è proprietaria, è un attore fondamentale in questo ambito.

5. L’impatto dell’apprendimento automatico e dell’intelligenza artificiale
Realtà quali l’apprendimento automatico, l’intelligenza artificiale (IA) e l’automazione influenzeranno il mondo del business nei prossimi dieci anni e le aziende dovranno valutare attentamente come trarne il massimo beneficio senza provocare ulteriori conseguenze a livello sociale. Ciò detto, le stesse tecnologie possono essere sfruttate a vantaggio della sostenibilità. In Germania, Solactive assieme a Deutsche Bank ha sviluppato una macchina capace di interpretare il linguaggio naturale che funziona da indicatore di sostenibilità per tenere traccia delle aziende europee più responsabili a livello ambientale e sociale, consentendo alle imprese che mettono al primo posto la sostenibilità di fare scelte piu’ ponderate . In altri settori, tra cui servizi di logistica per le aziende, produzione, servizi e assistenza, l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico possono consentire alle aziende di operare in maniera più sostenibile ed efficiente in termini di costi, o persino, mediante l’utilizzo di sensori ambientali, di gestire i propri uffici in maniera più reattiva ed efficiente in termini energetici. Attraverso l’analisi o i modelli predittivi, anche settori quali l’agricoltura potrebbero trarne beneficio, con esempi per la diagnosi di fitopatie o l’utilizzo di antiparassitari in maniera più efficiente.

6. La telepresenza con la realtà virtuale e la realtà aumentata
Non è semplice intravedere il legame tra sostenibilità e realtà virtuale (VR) o realtà aumentata (AR), ma la tecnologia ha un enorme potenziale nella riduzione delle emissioni di carbonio da parte delle aziende attraverso l’eliminazione dei viaggi aziendali. Il segreto è la telepresenza: realtà virtuale e realtà aumentata offrono ai singoli la possibilità di ottenere qualcosa di simile alla presenza fisica per riunioni, attività di training e di collaborazione, senza la necessità di essere in un posto specifico a un orario specifico. Questi due tipi di ambienti creeranno enormi opportunità per le aziende più innovative e consentiranno ad altre di risparmiare tempo, denaro e nel loro piccolo di proteggere anche il pianeta.

7. Trasparenza per Blockchain e supply-chain
La Blockchain, meglio conosciuta come la tecnologia alla base del Bitcoin, potrebbe trasformare il modo in cui le aziende gestiscono e verificano la propria supply-chain a livello globale. Infatti, la Blockchain consente alle aziende di monitorare gli spostamenti di materiali e merci, oltre a ogni transazione, lungo la linea di approvvigionamento. Quando i registri digitalizzati mediante la tecnologia Blockchain collegano fornitori, produttori e intermediari, si crea uno spazio di manovra in cui è possibile ottimizzare percorsi e processi, oltre a ridurre emissioni di carbonio, scarti e il generale impatto ambientale. La Blockchain garantisce, inoltre, un livello di trasparenza più elevato in modo che ogni consumatore sia a conoscenza della provenienza dei prodotti e dell’eventuale adozione di pratiche sostenibili nel processo di fornitura. Mentre i processi di Bitcoin mining a elevato dispendio energetico non favoriscono la sostenibilità, invece la Blockchain potrebbe essere uno strumento digitale amico dell’ambiente.

Forse per la vostra azienda le tendenze che abbiamo appena visto non sono tutte rilevanti, ma potrebbero in ogni caso offrire nuove idee sulle iniziative da intraprendere per promuovere la sostenibilità. Anche semplicemente pensando a una riduzione degli sprechi e all’adozione di tecnologie innovative al fine di favorire un incremento dell’efficienza. Occorre insomma considerare in maniera più critica la tipologia e la provenienza dei servizi e dei prodotti acquistati. Se affrontata con l’approccio giusto, la sostenibilità non ha nulla a che vedere con norme e regolamenti eccessivamente complessi, Invece, la sostenibilità è soprattutto una visione proiettata nel lungo termine: per la vostra azienda, per la vostra comunità e per il pianeta.

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